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La biodinamica del Nordic Walking

 

Qui di seguito riporto un bell'articolo editato dal Dr. Alessandro Pezzatini, kinesiologo - kinesiterapista che ha pubblicato su una dispensa dal titolo "Vademecum per Nordic Walking - Ads Nuovi Sentieri." E' una pubblicazione che trovate facilmente in rete. Se vi capita, vi consiglio di scaricarla. E' utilissima. Buona lettura.

 

" Per comprendere meglio come il Nordic Walking possa essere proficuamente utilizzato in una vasta gamma di situazioni che ogni giorno si presentano alla nostra attenzione è necessario tornare indietro di qualche tempo e precisamente al momento in cui una qualche specie di primati ha finalizzato in via definitiva la rinuncia ai quattro appoggi in quella fase del movimento che poi avremmo definito “deambulazione”. Per poter camminare su due appoggi, riservando agli arti divenuti “superiori” una funzione esterna al corpo stesso (prendere, portare, manipolare...), l’orientamento della struttura ossea principale (il rachide) divenne verticale.

Il prezzo da pagare fu un drastico peggioramento della stabilità compensato da una nuova forma di propriocezione di tutto il sistema: l’equilibrio bipede.

Contestualmente arti divenuti superiori ed inferiori (prima anteriori e posteriori) subirono fondamentali trasformazioni di forma e capacità adattandosi progressivamente alle nuove possibilità di utilizzo.

L’antropologia ha puntualizzato questo percorso caratterizzante l’evoluzione del genere umano. Camminare su due appoggi non è facile: piccole asimmetrie sono in grado di alterare l’equilibrio globale e le relative compensazioni possono quindi evolvere in disfunzioni pre-patologiche, particolarmente invalidanti ove il sistema non abbia ormai più la riserva funzionale integra.

La reintroduzione dei “quattro appoggi funzionali” del Nordic Walking attraverso l’utilizzo dei bastoncini come prolungamento delle braccia ha molteplici aspetti positivi. Per poterli evidenziare è però necessario contestualizzarli: gli scopi prefissati saranno diversi in relazione alle caratteristiche specifiche dei praticanti.

Partendo dal presupposto che il Nordic Walking non sia una disciplina “prestativa” (ovvero finalizzata a miglioramento delle performance in ambito agonistico) rimangono aperte alcune possibilità oltremodo vantaggiose per il contesto salutistico-preventivo e terapeutico-riabilitativo.

Visto come un’estensione tecnica del cammino al quale viene aggiunto il contributo degli arti superiori in condizione di propulsione attiva il Nordic Walking si presenta disponibile per ogni età e condizione fisica, indicato per iniziare un percorso di attività di base nel quale le capacità motorie e coordinative trovano particolare esaltazione.

Adatto ad essere praticato in gruppo per l’uso dello strumento “bastoncini”, crea quella condivisione di intenti e metodo in grado di attrarre rapidamente la simpatia e l’interesse di chi vi si avvicina. In questa configurazione deve essere evidenziata la necessità di una buona impostazione tecnica in modo che i suddetti bastoncini siano realmente in grado di favorire il prelievo dell’energia propulsiva da un numero superiore di muscoli, coinvolgendo nel movimento attivo il tronco (che nel cammino normale viene chiamato “passeggero”...) e migliorandone contemporaneamente la posizione assiale sul bacino.

Una ridistribuzione dell’impegno muscolare con una frequenza cardiaca stabile su regimi medi (105-125 bpm) aumenta la capacità aerobica e migliora la perfusione sanguigna, mentre il consumo energetico si direziona principalmente a livello della lipolisi con utilizzo di importanti quantità di acidi grassi. La velocità di esecuzione è limitata dalla lunghezza dei bastoncini: oltre una certa frequenza (4-5 kmh) il tempo di richiamo dell’attrezzo dalla posizione posteriore condiziona la capacità di spinta propulsiva per la difficoltà di aumentare ulteriormente il ritmo.

Inoltre, la necessità di coordinare i movimenti in controfase attiva di braccia e gambe richiede ed allena un livello di maggior propriocezione sulle catene cinetiche ormai consolidate evidenziandone eventuali aritmie.

Altresì, il sostegno propulsivo dei bastoncini riduce l’ampiezza della sinusoide verticale del baricentro anche con un’ampiezza di passo ben superiore al rapporto ottimale con l’altezza, permettendo alla pelvi una “basculazione” ampia senza sovraccaricare la cerniera sacro lombare (ovvero il passaggio tra la quinta vertebra lombare e la prima sacrale, spesso sede di patologie discali invalidanti).

In rapporto a questo, il ginocchio della gamba avanzante si presenta quasi esteso al contatto con il terreno che avviene in dorsiflessione ed il carico transita con maggiore omogeneità dal tallone verso le dita.

In definitiva, ritengo la disciplina “Nordic Walking” particolarmente indicata nel soggetto normale per iniziare e far progredire un’attività fisica capace di mettere in movimento ogni muscolo motorio del corpo.

Ma ancor più ne raccomando l’utilizzo per il recupero funzionale di soggetti affetti da disturbi della deambulazione sia di ordine traumatico sia neurologico: la possibilità di gestire un equilibrio implementato dal ritorno ai “quattro appoggi” svincola 

di fatto il soggetto dal primo problema della deambulazione: non cadere.

 

 

 

 

 

 

 

 

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