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Urban walking e IOT: un nuovo connubio.

 

Da qualche tempo stiamo lavorando su un progetto di sviluppo cittadino. E' un progetto che si innesta nella attività fisica che insegnamo: il nordic walking.  Stiamo pensando di realizzare dei circuiti cittadini che possano essere percorsi dai nostri walker. Ad una prima lettura non sembra esserci niente di nuovo e neppure niente da programmare. In effetti non sembra essere una novità. E allora la notizia dov'è? Vi racconto nel dettaglio: considerate una zona della vostra città che possa avere un certo interesse. L'interesse può essere storico, turistico o semplicemente una zona che deve essere riqualificata con la presenza di persone che rendono viva  un'area degradata o semplicemente abbandonata.

 

Considerate che i walker si allenano tutti i giorni e che hanno bisogno di km. da percorrere in città. Ora, molti di loro hanno un percorso studiato, altri non sono a conoscenza delle varie combinazioni che si possono percorrere. Considerate che i camminatori abituali non si soffermano nel corso del loro tragitto alzando la testa al cielo, non notando gli affreschi che ci possono essere sulla facciata di una casa, oppure le tipologie architettoniche di una struttura.

 

La nostra associazione vuole creare percorsi cittadini che abbiano una tematica di percorrenza, che possano dare ai nostri walker la possibilità di vedere monumenti, case, luoghi particolari della propria città, che si possano percorrere insieme al gruppo o individualmente. Vicino ai punti di interesse, posizioneremo un "beacon" che attiva una APP precaricata sul telefonino e che illustrerà ad ogni walker la storia di quel sito, l'importanza culturale di quel posto o semplicemente un punto dove ristorarsi.

 

La nostra ispirazione è la tecnologia IOT. Letteralmente tradotto come l'internet delle cose (internet  of think), prevede che qualsiasi oggetto può diventare connesso e comunicante, usando un insieme di tecnologie: l’identificazione univoca, la tecnologia wireless e un nuovo tipo di intelligenza software. Il motivo per il quale si chiama IOT è perché utilizza il Web come piattaforma che funge da abilitatore, permettendo lo scambio dei dati e, dunque, delle informazioni tra un oggetto smart e un sistema di gestione smart.

 

Dare vita all'ambiente esterno e farlo interagire con l'individuo mentre deambula, costituisce una grande frontiera che può essere utilizata in mille modi: turistico, ludico, informativo, commerciale. Ormai siamo connessi sempre alla rete siamo in stretta correlazione con il web. Oggi per esempio la rete telefonica 3 ha avuto un problema e migliaia di utenti si sono trovati senza rete internet. Il disagio è simile ad un blackout elettrico: si ferma tutta l'attività che il singolo individuo  ha impostato sul proprio smartphone (posta, messaggistica, social, lavoro). Considerate che stiamo sempre più passando dal PC allo smartphone (in Cina ci sono nuove generazioni che non hanno visto il PC e neanche lo conoscono perchè accedono alla rete dal cellulare), velocizzando notevolmente le operazioni di ricerca e di informazione che la rete ci propone giornalmente.

 

Anche l'advertising sta cambiando: non ci saranno più messaggi pubblicitari lanciati in rete, ma ci saranno messaggi pubblicitari che si attiveranno in prossimità del luogo che vorrà essere promozionato. Questa tecnologia funzionerà  sulle auto senza conducente, facendo scorrere sul parabrezza della propria vettura i messaggi pubblicitari dei ristoranti, negozi, siti turistici da visitare e che stanno per essere raggiunti dall'auto che si muoverà in autonomia. Molti di voi potranno pensare che questo snatura l'individuo, io invece ci colgo la novità e soprattutto l'opprtunità che non è solo economica ma anche sociale e di accrescimento culturale. 

 

Una grande opportunità per un walker curioso come me che ha bisogno di soddisfare non solo il proprio corpo con l'esercizio fisico ma anche la propria conoscenza personale. 

 

 

Questo scenario che potrebbe essere futuribile come il romanzo di Orwell "1984" per i lettori che ebbero il piacere di leggerlo nel 1948, anno della sua pubblicazione, è invece molto vicino, anzi è già operativo, esiste già non è un pensiero di qualche futurista è una realtà che è già presente.

 

Non ci resta che aprire la mente e pensare a cosa succederà nel futuro. Il mio pensiero va alla definizione di futuro "Che sarà o verrà in seguito; che, rispetto al presente, deve ancora avvenire". Ma il presente per me è il futuro, quindi chissà cosa ci riserverà il futuro. Basta essere pronti e con la mente aperta e ...camminare.

 

 

 

 

 

 

 

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