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Nordic Walking, Trekking e funzione mitocondriale

  • 6 giorni fa
  • Tempo di lettura: 5 min

di Simona Gotta Istruttrice Nordic Walking

Movimento consapevole, antiaging muscolare e gestione dell’infiammazione cronica antiaging muscolare

Nel Nordic Walking, nel trekking e nella camminata in natura, l’attività muscolare non è mai isolata. È un processo sistemico che coinvolge oltre il 90% della muscolatura corporea, stimolando in modo diretto anche la funzione mitocondriale, cioè la capacità delle cellule di produrre energia in modo efficiente.

In particolare, l’uso corretto dei bastoncini attiva spalle, dorsali, braccia, addome, glutei e arti inferiori in un lavoro coordinato. Questo comporta un aumento del consumo calorico fino al 40–45% rispetto alla camminata classica, ma soprattutto una distribuzione più armonica del carico muscolare e articolare.Il corpo non lavora “a compartimenti”, ma come un’unità funzionale.

Nel trekking, i dislivelli e i terreni variabili sollecitano maggiormente gli arti inferiori e il core, migliorando stabilità, forza funzionale e capacità di adattamento. In entrambi i casi, il movimento aerobico prolungato migliora l’efficienza mitocondriale, rendendo il corpo più resistente alla fatica e più efficace nel metabolismo energetico.

la camminata assistitita
la camminata assistitita

Disfunzioni emergenti nei più giovani: quando il corpo paga lo stile di vita moderno antiaging e problemi di postura

Sempre più spesso, anche tra persone giovani e apparentemente in salute, emergono disturbi che non hanno a che fare con l’età anagrafica, ma con lo stile di vita prolungato in condizioni non fisiologiche.Ore trascorse seduti in auto, alla scrivania o davanti a uno schermo, unite a ritmi lavorativi intensi e a una permanenza eccessiva in ambienti chiusi, stanno creando un nuovo profilo di fragilità muscolo-metabolica.

Tra i problemi più comuni che osserviamo anche durante le attività di cammino e Nordic Walking, ci sono:

• Rigidità miofasciale e perdita di mobilità

La postura seduta prolungata induce accorciamenti muscolari, in particolare a livello di:

  • flessori dell’anca

  • catena anteriore

  • zona cervicale e dorsale

Il risultato è un corpo rigido, poco elastico, che fatica ad adattarsi al movimento e accumula tensioni già nelle prime fasi dell’attività fisica.

• Dolori cervicali, lombari e scapolari ricorrenti

Molti giovani adulti convivono con dolori “fluttuanti”, che non hanno una causa traumatica specifica ma derivano da:

  • posture statiche prolungate

  • stress lavorativo

  • respirazione superficiale

Il corpo resta in uno stato di attivazione costante, senza reali fasi di recupero.

• Affaticamento cronico e calo energetico

Un altro segnale sempre più diffuso è la sensazione di stanchezza persistente, anche in assenza di attività fisica intensa.Questo è spesso legato a:

  • ridotta efficienza mitocondriale

  • scarsa esposizione alla luce naturale

  • ritmi sonno-veglia irregolari

Il corpo consuma energia, ma la produce con difficoltà.

• Alterazioni della postura e dello schema motorio

La permanenza prolungata in auto o alla scrivania altera la percezione corporea.Molte persone non riconoscono più una postura corretta e sviluppano schemi di movimento compensatori che, nel tempo, diventano automatici.

Durante il cammino, questo si traduce in:

  • passo corto

  • scarsa spinta

  • rigidità delle spalle

  • difficoltà di coordinazione

• Ridotta ossigenazione e respirazione inefficiente

Lavorare a lungo in ambienti chiusi e stressanti favorisce una respirazione alta e superficiale.Questo limita l’ossigenazione dei tessuti e influisce negativamente su:

  • metabolismo energetico

  • concentrazione

  • capacità di recupero

• Aumento dello stress ossidativo e dell’infiammazione di basso grado

Lo stress cronico, associato alla sedentarietà forzata e alla scarsa esposizione alla natura, contribuisce all’aumento di uno stato infiammatorio silente, che colpisce anche persone giovani.

Questo stato, se protratto, prepara il terreno a problematiche più strutturate nel tempo.

👉 È su questo terreno che il movimento consapevole, come il Nordic Walking e il trekking, diventa una pratica preventiva fondamentale, non solo per chi è avanti con l’età, ma proprio per chi vuole evitare che questi disturbi si consolidino.

Antiaging muscolare: una sfida che riguarda tutti

Con l’avanzare dell’età, la perdita di forza, massa e funzionalità muscolare – nota come sarcopenia – rappresenta una delle principali sfide per il mantenimento della salute globale.Questo declino non è legato solo all’età anagrafica, ma a una serie di fattori biologici:

  • riduzione della sintesi proteica muscolare

  • disfunzione mitocondriale

  • infiammazione cronica di basso grado (inflammaging)

  • insulino-resistenza

  • ridotta attività delle cellule miosatellite

Le cellule miosatellite, fondamentali per la rigenerazione del muscolo, diventano meno efficienti quando il corpo è esposto a infiammazione persistente e stress metabolico. È qui che il movimento giusto, accompagnato da buone abitudini mirate, può fare una reale differenza.

Infiammazione cronica e declino muscolare

L’infiammazione cronica di lieve entità compromette i meccanismi riparativi del muscolo scheletrico. Questo porta a un circolo vizioso: meno rigenerazione → più molecole infiammatorie → ulteriore perdita di funzionalità.

L’inflammaging è spesso associato a:

  • immunosenescenza

  • obesità e infiltrazione lipidica muscolare

  • disbiosi intestinale

  • ridotta efficienza mitocondriale

Per questo motivo, la strategia non può essere solo “allenarsi di più”, ma allenarsi meglio, sostenendo il corpo nei suoi processi biologici profondi.

la corretta respirazione  in cammino la corretta respirazione  in cammino
la corretta respirazione in cammino


Buone abitudini quotidiane (diverse e complementari)

1. Respirazione funzionale durante il cammino

Uno degli aspetti più sottovalutati è come si respira mentre si cammina.Una respirazione ampia, ritmica e coordinata con il passo migliora:

  • l’ossigenazione muscolare

  • l’efficienza mitocondriale

  • la regolazione del sistema nervoso

Noi guide lavoriamo molto su questo aspetto, e molti camminatori riferiscono che, una volta imparato, il respiro diventa uno strumento di gestione della fatica e di recupero attivo.

2. Ritmo e continuità: il corpo ama la coerenza

Il sistema muscolare e mitocondriale risponde meglio a stimoli regolari e coerenti piuttosto che a sforzi intensi ma sporadici.Uscite frequenti, anche non troppo lunghe, permettono al corpo di:

  • adattarsi progressivamente

  • mantenere attive le vie energetiche

  • ridurre l’impatto infiammatorio

Molti camminatori notano che la continuità porta a una sensazione di “tenuta” del corpo anche nella vita quotidiana.

3. Recupero attivo e qualità del sonno

Il recupero non è assenza di movimento, ma movimento intelligente. Camminate leggere, stretching dolce e rilassamento serale favoriscono i processi di rigenerazione muscolare.

Un sonno profondo e regolare è uno dei principali alleati contro sarcopenia e infiammazione cronica, perché è durante il riposo che avviene gran parte della sintesi proteica e del recupero mitocondriale.

Fototerapia come sana abitudine di sostegno cellulare

Accanto al movimento e allo stile di vita, alcune persone scelgono di integrare attivatori cellulari basati sulla fototerapia come buona abitudine quotidiana.

Questi dispositivi non rilasciano sostanze, non sono transdermici e non contengono farmaci. Funzionano sfruttando la luce infrarossa naturale emessa dal corpo, che viene riflessa in specifiche frequenze, fornendo informazioni energetiche ai mitocondri.

Il principio è quello della fotobiomodulazione: il corpo utilizza la propria energia per sostenere:

  • produzione energetica cellulare

  • efficienza metabolica

  • processi di recupero

Nel tempo, molte guide e camminatori hanno utilizzato questi attivatori con soddisfazione, riferendo:

  • maggiore continuità energetica

  • recupero più ordinato

  • sensazione di vitalità più profonda

Non si tratta di aggiungere qualcosa dall’esterno, ma di favorire l’espressione del potenziale energetico già presente.


Nordic Walking e trekking sono pratiche complete che uniscono potenziamento muscolare, stimolazione mitocondriale e regolazione metabolica . Se accompagnati da buone abitudini mirate – respirazione, ritmo, recupero e supporto energetico – diventano strumenti concreti di prevenzione del declino muscolare e di gestione dell’infiammazione cronica.

Il corpo, quando viene messo nelle condizioni giuste, non chiede sforzi estremi: chiede coerenza, informazione e continuità.


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